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I tessuti d’arredo — che rivestono divani, poltrone, sedie, tende o cuscini — contribuiscono immensamente all’atmosfera della casa. Texture, colori e materiali donano personalità agli ambienti, ma per mantenerli belli e funzionali nel tempo è fondamentale prendersene cura correttamente.



Perché è importante curare i tessuti d’arredo?

Ogni giorno i rivestimenti sono esposti a:


  • sfregamento e usura

  • polvere e sporco

  • luce solare

  • macchie accidentali

  • umidità e sbalzi termici


Una manutenzione regolare rallenta l’invecchiamento del tessuto, evita danni permanenti e mantiene colori e morbidezza più a lungo.



Come fare? Te lo diciamo noi


1. Pulizia regolare: meno sforzo, più risultato.

Passa l’aspirapolvere almeno una volta a settimana con una spazzola morbida, ricorda bordi, cuciture e punti difficili ed evita spazzole dure che potrebbero rovinare fibre delicate


2. Macchie: intervenire subito, prima agisci, migliore è il risultato.

Tampona con un panno pulito, non strofinare (rischi di far penetrare la macchia), usa prodotti specifici e sempre testali in un angolo nascosto ed evita solventi aggressivi senza indicazioni tecniche.


3. Proteggere i tessuti dalla luce diretta

La luce solare è uno dei maggiori nemici delle fibre: con il tempo scolorisce e disidrata. Usa tende filtranti, alterna cuscini e sedute per evitare scolorimenti localizzati. Se possibile, non posizionare imbottiti contro vetri esposti a sud senza protezione.


4. Aerazione e igiene: un’abitudine semplice ma efficace

Poltrone e divani vanno arieggiati: apri finestre e solleva coperte o cuscini per qualche minuto, questo evita umidità stagnante e odori sgradevoli.

Per cuscini sfoderabili, lava le fodere secondo indicazioni del produttore, evitando alte temperature o centrifughe aggressive.


Quando conviene far pulire professionalmente?


Almeno una volta l’anno o quando il tessuto appare opaco, una pulizia professionale:


  • rinnova fibre e colori

  • elimina acari e polveri profonde

  • prolunga vita del rivestimento


È un piccolo investimento che fa la differenza estetica e igienica.



 
 
 
  • 4 dic 2025
  • Tempo di lettura: 1 min

Sta finendo l’era degli interni dominati da grigi freddi e bianchi minimalisti.

Al loro posto fioriscono tonalità calde e avvolgenti: terracotta, ocra, “mocca mousse” (un marrone ricco e sofisticato), sabbia, beige caldi, sabbia calda, caldi naturali neutri.

Accanto ai neutri, anche colori profondi e pieni: verdi oliva, blu-petrolio, toni caldi di ruggine o terracotta più intensi, prugna, colori ispirati alla terra — perfetti per chi cerca un effetto più deciso e caratterizzante.





Sempre più gettonati materiali come lino, lana, cotone naturale, velluto morbido, bouclé, tessuti spessi o materici. Il tatto diventa importante quanto l’estetica. Complementi in legno, ceramica artigianale, pietra, metalli dall’aspetto caldo (rame, ottone, metalli spazzolati) o materiali naturali come il cotone/lino grezzo rendono gli ambienti più autentici e accoglienti.

L’uso di texture contrastanti — ad esempio un tessuto morbido su un divano abbinato a superfici grezze di legno o pietra — crea profondità e interesse visivo, senza bisogno di elementi decorativi eccessivi.

 
 
 
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